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Quali politiche a sostegno della Famiglia? Stampa
domenica 28 settembre 2008
Festa della Famiglia - Cesena, 28 settembre 2008.
Intervento del segretario provinciale Andrea Pasini, in occasione della Tavola rotonda "Quali politiche a sostegno della Famiglia?".

Care Amiche, cari amici,
desidero innanzitutto ringraziare i graditissimi ospiti intervenuti qui oggi.
Partendo dai relatori, seguendo con i rappresentanti delle associazioni e movimenti, nonché il moderatore, ma soprattutto consentitemi di dire un forte grazie, agli amici del Comitato Comunale di Cesena, i quali sono stati i veri artefici di questa iniziativa, che assieme ad tante altre che abbiamo in corso in questo periodo ci permette innanzitutto di ascoltare, dialogare, ma soprattutto confrontarci con Movimenti, associazioni,enti che nel quotidiano sono "in campo" a difesa e a sostegno della Famiglia e della Vita.

Ho affermato ascolto, confronto e dialogo, di cui oggigiorno se ne sente una forte necessità nell'agone della Politica.
La Politica! Gli italiani amano profondamente la politica. Eppure la politica,da molto tempo, ha tradito gli italiani.
Non ha corrisposto alle loro attese di modernizzazione, di rilancio dell'autorità statale, di nuova protezione sociale, di promozione del merito, di amore per l'etica pubblica, di difesa dei valori della comunità nazionale.
In sostanza, la politica ha tradito se stessa: rinunciando a lavorare per il bene comune che dovrebbe invece essere l'unica sue vera missione.
A metà degli anni novanta gli italiani hanno creduto che potesse finalmente aprirsi un ‘era di rinnovamento delle istituzioni e dei partiti.
Non è andata cosi! Le istituzioni non sono state riformate. I vecchi partiti, che avevano guidato la libertà italiana nel benessere, sono morti. Ma partiti più moderni, e adeguati ai tempi, non sono mai nati. Una sorta di guerra civile ideologica ha paralizzato il Paese.
I risultati di questo "ventennio sprecato" li abbiamo sotto gli occhi: la permanente crisi dello stato, l'irrisolto deficit di decisione dei governi, la vistosa decadenza della rappresentanza parlamentare, la selezione della classe dirigente affidata a meccanismi casuali e oligarchici, la latitanza di veri partiti e di partiti democratici, l'affievolirsi della solidarietà pubblica, tra le categorie sociali, tra i corpi dello stato, tra nord e sud, la cronica assenza di ogni "visione" sul futuro dell'Italia. In una parola la profonda crisi della qualità e della serietà della politica.
L'obbiettiva evidenza di tale scenario, che ha moltiplicato i sentimenti di sfiducia nella politica, è scaturito oggi in un "finto bipartitismo senza partiti", questi ultimi, costruiti intorno ad un leaderismo, senza ancora una precisa identità, senza strutture di partecipazione, con meccanismi di selezione della rappresentanza di tipo oligarchico-padronale.
Ma cari amici Noi pensiamo che i partiti non sono e non posso essere oligarchie. E la politica non è e non può essere soltanto una tecnica mediatica.
Partiti e politica devono essere strumenti, in mano ai cittadini per rendere viva una democrazia.
La nostra costituzione proprio questo prevede. Una democrazia senza partiti, e senza qualità della politica, diventa sofferente. Impotente a risolvere, con il consenso, i ritardi e le proprie contraddizioni.
Ebbene, la gravità della crisi italiana, per di più nel quadro di uno scenario mondiale che pone all'Europa interrogativi di fondo sul suo futuro, non consente di rassegnarsi a subire istituzioni non formate e democrazie senza partiti.
Impone un rilancio e un riscatto della politica, della sua serietà, della sua qualità, del suo legame con i cittadini, e noi dell'Unione di centro, cari amici vogliamo andare in questa direzione, e anche da questa sede in ambito locale desidero lanciare un appello al "mondo cattolico".

Bisogna partire da una consapevolezza storica. Tocca ai cattolici, per presenza,rilanciare un disegno autenticamente politico,credibile,tocca a noi proporre le vie concrete per fare il bene comune nella società dell'anti-politica, delle tragedie familiari del cinismo e della confusione.
Ogni cattolico, se ne deve rendere conto, dovendosi sentire addosso la necessità di mettersi al servizio di questo disegno.
Da questo stato d'animo dovrebbe "sgorgare" una passione politica e piano piano ci si deve sentire accomunati non solo nell'urgenza di fare qualcosa, ma dalla volontà di offrire alla società italiana, la nostra visione dell'uomo e della vita.
Ritengo che sia buona regola partire da un sentimento di "verità", giudicare la politica non secondo vecchie logiche di appartenenza, ma dai fatti concreti.
La crisi odierna della politica è in gran parte di natura etica, La vita pubblica ha bisogno di essere arricchita di ideali, di valori morali, oggi andati persi.
Non c'è politica senza valori, senza programmi, senza condivisione. La persona al primo posto!
E dai programmi, partirà in questi giorni un serrato confronto con gli amici della rosa per l'Italia, con gli amici popolari e liberal, ma soprattutto con i rappresentanti del mondo cattolico, al fine di convogliare uniti verso gli imminenti appuntamenti elettorali e proseguire con la costituzione di una nuova forza politica.
E' da questi principi, appena enunciati che faccio appello a tutti coloro che credono nei valori che hanno generato la civiltà europea e l'identità cristiana del popolo italiano.
A tutti coloro che credono in una politica che torni a perseguire il bene comune.
Disponibile a un confronto con tutti, auspicando una vostra personale partecipazione a questo progetto, vi ringrazio nuovamente di essere intervenuti.
 
< Prec.
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