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La Segreteria Provinciale UDC decide di guardare al futuro in un modo nuovo, sostenendo con forza il valore del Dialogo, dell' Ascolto e del Confronto.
Cercando di portare avanti questi principi, il Segretario Provinciale Andrea Pasini promuovere diversi eventi in molti comuni della provincia, cercando mettere in comunicazione le diverse realtà economiche presenti nei vari comuni e i cittadini. Questi eventi avranno come tema principale l'economia e le sue tante declinazioni: la crisi economica che sta attanagliando il nostro paese, la realtà dell'economia locale, le difficoltà di molti cittadini ad arrivare alla fine del mese con il proprio stipendio, la mancanza di lavoro e molto altro ancora.
È importante sottolineare che queste iniziative derivano direttamente dal "Tavolo delle Idee" , un evento avvenuto il 16 e il 17 di gennaio a Forlì, al quale parteciparono Pierferdinando Casini, Rocco Buttiglione e numerosi rappresentanti delle categorie di impresa e della finanza e del volontariato della provincia di Forlì e Cesena.
Il primo "Tavolo delle Idee" dedicato alle realtà comunali si è a Gambettola il 20 febbraio alle ore 20.30 presso il Centro Culturale Federico Fellini (Corso Mazzini).
dopo l'intervento introduttivo del Segretario Comunale UDC Pierluigi Baldi, interverranno Livio Piraccini (Confartigianato Gambettola), Francesco Tomasini (Confcommercio Cesena), Ramona Baiardi (Caritas Gambettola), Moretti Roberto (Coldiretti Gambettola), Roberto Nini (CNA Rubicone), Stefano Pagliarani (banca di credito cooperativo di Sala di Cesenatico). Concluderà la serata, dopo l'intervento del consigliere comunale Raffaele Pascucci, il Segretario Provinciale Andrea Pasini.
Per farvi comprendere quali sono state le linee guida che hanno caraterizzato la serata abbiamo deciso di inserire un intervento che ci è sembrato importante e degno di nota: quello di Pierluigi Baldi Segretario Comunale UDC di Gambettola.
Baldi è stato molto saggio nel tracciare un quadro generale della situazione dell'economia mondiale e locale, senza dimenticare che la crisi economica che sta segnando il nostro tempo deriva da una ben piùgrave crisi di valori.
DISCORSO DI PIERLUIGI BALDI
Segretario Comunale UDC Gambettola
Questa sera è la politica che ascolta i cittadini e non viceversa. Ci sembra il punto di partenza giustoper preparare un buon programma per chi intende partecipare alla competizione elettorale.
Perché dobbiamo ascoltare con attenzione ciò che ci diranno gli iscritti a parlare questa sera? Perché è compito poi della politica tradurre in azioni concrete le richieste, gli appelli e i bisogni dei nostri cittadini.
E chi parlerà questa sera conosce ogni aspetto del lavoro e sa anche quali sono le aspettative dei loro associati.
Così come la caritas parrocchiale, l'organizzazione più qualificata per parlarci degli ultimi, di quelli cioè che non hanno alcuna associazione.
Prenderemo nota accuratamente di ciò che emergerà questa sera, ci impegniamo ad analizzarlo ulteriormente, e, assieme agli amici della coalizione elaboreremo il programma per le prossime elezioni amministrative. Sarà nostra premura farvene avere copia appena lo avremo ultimato.
Vorrei utilizzare pochi minuti per un breve intervento, che esporrà il punto di vista di un cattolico impegnato in politica, sull'attuale momento di difficoltà che gran parte del mondo occidentale sta attraversando.
Vorrei però qui specificare ulteriormente: a me par di vedere due fattori concomitanti che rendono questo momento particolarmente delicato: per dirlo in modo più semplice e chiaro vedo:
Una crisi economica, diversa dalle precedenti, associata ad una crisi dei valori etici e morali oramai in atto da anni
Proprio per la contemporanea presenza, di questi due fattori ci troviamo indifesi e timorosi, e senza apparente soluzione condivisa a portata di mano.
Per quanto concerne la crisi economica dal mio punto di vista questa situazione presenta aspetti che appaiono diversi e nuovi, rispetto al passato; e mi spiego:
La perdita del lavoro, accompagnata da segnali di sfiducia e pessimismo diffusi, fanno temere che si arrivi alla cosiddetta "guerra tra poveri".Potrebbero sorgere forti contrapposizioni tra occupati e cassintegrati, tra colletti bianchi e tute blu, o, ad esempio, tra operai inglesi e italiani come la cronaca recente ha riportato. Non potendo individuare con certezza un"colpevole" dell'attuale situazione, in altre parole non avendo un "capro espiatorio" che funga da parafulmine, potrebbe esserci il pericolo che qualcuno, particolarmente penalizzato da questa crisi, riversi il suo risentimento verso chi ad esempio il lavoro lo ha mantenuto. Non ho memoria di una situazione analoga in passato.
C'è un altro pericolo che vedo profilarsi: la inevitabile riduzione della spesa pubblica riguarderà anche settori delicati come sanità, scuola e altri servizi sociali.
Potrebbero nascere attriti e risentimenti tra chi avrà la priorità e la gratuità e chi, invece, sarà penalizzato o addirittura escluso da alcune prestazioni.
Infine, ma questa non è una novità, vi è pericolo che le poche risorse disponibili non vadano a beneficio di chi ne ha veramente bisogno, ma si perdano per strada tra i meandri della burocrazia, le lungaggini amministrative e la scarsa efficienza e produttività dei servizi pubblici Lo ha nuovamente ribadito la Corte dei Conti pochi giorni or sono.
Come vedete problemi di nuovo tipo, accompagnati a vecchie carenze, di cui la politica si deve far carico e risolvere
Ma non c'è solo la crisi economica, c'è un'altra crisi, che io credo peggiore, e purtroppo forse sottovalutata:
E' LA CRISI DEI VALORI E DEI COMPORTAMENTI ETICI E MORALI
Quando non si hanno più certezze di ciò che è bene e ciò che è male, tutto diventa discrezionale e soggettivo.
Quando si vuol far credere che tutto ciò che è fattibile per l'uomo è anche lecito e nulla di per se è male o cattivo, allora c'è davvero di che preoccuparsi.
In altre parole, senza un punto di riferimento fisso, senza valori comuni condivisi, , l'uomo è come una barca senza bussola nella notte, può finire sugli scogli. Abbiamo bisogno invece di un faro che ci illumini nel buio e ci guidi verso approdi sicuri.
Viviamo tempi difficili, sembra che tutto congiuri contro l'uomo. Perfino la nostra bella lingua italiana sta subendo attacchi da individui senza scrupoli, senza etica né morale.
Mia nonna, - proverbiale la saggezza delle persone semplici - senza ipocrisia o infingimento, chiamava pane il pane e vino il vino; cioè si faceva capire e non ingannava nessuno.
Oggi pare non vi sia più la volontà di chiamare le cose col loro nome, forse la verità è troppo scomoda, allora meglio mascherarla, meglio nasconderla o manipolarla con abilità e malizia.
Una volta si definiva "ipocrisia", gli abbiamo cambiato nome e oggi diciamo "politicamente corretto".
Vi domanderete se sto "andando fuori tema", penso di no e un esempio, forse già conosciuto, servirà a spiegarmi meglio:
Domandarono a Confucio:
"Dove cominceresti se dovessi governare il popolo?"
"Migliorerei l'uso del linguaggio," rispose il maestro.
Gli ascoltatori rimasero sorpresi: Ma non c'entra con la nostra domanda, dissero, che significa migliorare l'uso del linguaggio?
E Confucio rispose: "Se il linguaggio non è preciso, ciò che si dice non è ciò che si pensa; e se ciò che si dice non è ciò che si pensa, le opere rimangono irrealizzate; ma se non si realizzano le opere, non progredirà la morale, né l'arte; e se arte e morale non progrediscono, la giustizia non sarà giusta; se la giustizia non sarà giusta, la nazione non conoscerà il fondamento su cui si fonda e il fine a cui tende. Non si tolleri perciò nessun arbitrio nelle parole".
Questo succedeva cinque secoli prima di Cristo, ma oggi in Italia sta succedendo di peggio:
Provate a seguire un dibattito televisivo, le parole di un politico o di un sindacalista o ascoltate con attenzione un telegiornale.
Parole nuove, accattivanti ma subdole e ingannevoli.
Permettetemi citare l'ultimo esempio in ordine di tempo: qualche giorno fa un magistrato ha scritto in una sentenza , "accudimento accompagnatorio" Belle parole ... Peccato intendesse dire che una persona gravemente disabile deve essere accompagnata e accudita mentre la si fa morire di fame e di sete. (Il Tar sul caso Englaro)
Un precedente famoso lo si ritrova in un libro di Rudolf Höss che elogiava lo "spirito di abnegazione"e i sacrifici fatti da quei soldati per mantenere gli altissimi ritmi di lavoro previsti, tanto che molti di loro rinunciarono persino alle licenze ...
Ebbene, era il Comandante di Auschwitz che elogiava quei bravi soldati, - erano le SS - addetti ai forni crematori!
Belle parole, spirito di abnegazione ...
Oggi sono sorti nuovi tabù, per cui alcune parole sono impronunciabili: fateci caso, tutti parlano di diritti, mentre in realtà si dovrebbe parlare di desideri.
Ricordare poi che esistono anche i doveri ? Macché, fuori luogo, è linguaggio obsoleto.
Oggi chi parla più di peccato?
E chi ha il coraggio di parlare di bene e di male?
E parole come "patria" e "virtù" ci sono ancora sul dizionario?
Ricordate quando si usava il termine "galantuomo"?
Per lui una stretta di mano calorosa costituiva impegno morale simile ad un contratto scritto.
Ci sono poi gli specialisti del settore che, attraverso sapienti campagne di manipolazione del linguaggio, creano artificiosamente nuovi bisogni a volte superflui e inutili se non addirittura dannosi. Ma non esisteva un codice deontologico?
Con queste premesse ingannatorie, inevitabilmente si arriva a considerare l'uomo importante solo se potenziale consumatore di un bene o un servizio.
Allora, torniamo a noi, Confucio aveva visto bene, ma anche il nostro Dante aveva le idee chiare, infatti i "falsari di parola" li colloca nell'ultima bolgia dell'inferno.
Come e' potuto accadere tutto ciò? Cosa e' successo?
Dove abbiamo sbagliato? Come possiamo rimediare?
Questo è un impegno primario di cui si deve far carico la politica.
Cari amici, ho fede in Dio, ma anche fiducia nell'uomo, da questa crisi certamente ne usciremo, ma lascerà il segno, forse nulla o quasi potrà più essere come prima.
Ci salveremo,il nostro Paese forse ne uscirà con qualche ammaccatura, ma se sapremo fare tesoro degli errori commessi saremo tutti certamente migliori.
La Segreteria Provinciale, ringrazia in modo sentito tutti i partecipanti all'evento e li invita al prossimo Tavolo delle Idee il 27 febbraio a San Piero in Bagno alle ore 20.45 presso la sala consiliare del municipio.
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